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MUSEO CIVICO DELL’OPERA DEI PUPI ANTICA FAMIGLIA PUGLISI

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MUSEO
MUSEO CIVICO DELL’OPERA DEI PUPI
ANTICA FAMIGLIA PUGLISI
SORTINO
Il museo custodisce al suo interno, i bellissimi pupi della collezione che appartenne a Don Ignazio Puglisi, artista che dipingeva personalmente le tele che facevano da sfondo alle sue rappresentazioni. L’Unesco il 18 maggio 2001 ha dichiarato questa tradizione "Patrimonio Immateriale dell’Umanità", un tesoro culturale fatto di storie tramandate oralmente, di tecniche artigianali, di immaginario e di uomini. Si possono ammirare più di trenta Pupi, inseriti in diverse scene, ed il caratteristico teatrino dell’ Opera dei Pupi, in un percorso fra musica, giochi di luce, oggetti d’altri tempi ci fa rivivere un viaggio nel passato.
Il Museo dell’Opera dei Pupi prende corpo dalla storia e dal patrimonio della famiglia Puglisi, pupari da cinque generazioni: una famiglia di opranti che ha visto nascere, svilupparsi, tramontare e poi rinascere l'opera dei pupi, oggi localmente attiva grazie al lavoro di riproposta del nipote di don Ignazio, Ignazio Manlio. Don Ignazio fu il più famoso esponente della famiglia; nacque a Ragusa nel 1904, imparò il mestiere dal padre – seguendolo sin da piccolo nel suo peregrinare alla ricerca di pubblico. 

All'età di 27 anni si trasferì a Sortino, dove, oltre all'attività di puparo, svolse il mestiere di pastaio (per tale ragione era conosciuto anche come don Ignazio il pastaro). Nel 1957 acquistò tutto il materiale di Ernesto Puzzo di Siracusa, arricchendo il suo teatrino; altri materiali della sua collezione li acquisì a Catania (cartelloni e almeno 15 teste di pupi) e a Lentini, da Cirino Speranza, riuscendo ad ottenere Erminio della Stella d'Oro, considerato il pupo più bello della collezione. Il Puglisi, definito da Antonino Uccello " il Principe degli ultimi pupari del Siracusano ", pur non essendo costruttore di pupi né pittore di cartelloni, si dedicò con ottimi risultati alla pittura degli scenari e delle teste. 

Quando cinema e televisione provocarono la crisi dello spettacolo dei pupi, Puglisi andò ad operare presso numerosi centri della provincia di Siracusa, prima a Melilli, poi a Priolo, quindi a Cassaro, Ferla e infine ad Avola. Dopo Avola ritornò a Sortino, lavorando al Cine Impero, suo ultimo locale stabile. Lavorò anche a Palermo, al Piccolo Teatro e al Teatro Biondo, e nelle Latomie dei Cappuccini a Siracusa, rappresentando uno spettacolo inedito: “Damone e Pitia”, eroi siracusani. Nel suo teatro Puglisi rappresentava episodi tratti dalle più note edizioni cavalleresche popolari dell'Ottocento e del Novecento come : la Storia dei Paladini di Francia di Giusto Lodico, Erminio della Stella d'oro e Gemma della Fiamma di Patanè, Il figlio di Bradamante di Emanuele Bruno, La storia di Trabazio Imperatore di Grecia e Guido di Santacroce; rappresentava anche, incontrando grande favore di pubblico, vite di santi: San Sebastiano, Santa Genoveffa, Santa Sofia e altri. Lo spettacolo si concludeva, ogni sera, con una farsa, sempre in atto unico e recita a soggetto, imperniata sul buffo personaggio di Peppennino. «A tutti i personaggi dello spettacolo – diceva la gente che assisteva ai suoi spettacoli - don Ignazio prestava la sua voce, senza che fosse mai possibile, per lo spettatore, confondere Orlando con Rinaldo, Carlo con Gano, Erminio della Stella d'Oro con Gemma della Fiamma...».
L'ultimo spettacolo lo diede nel 1982. Morì a Sortino nel 1986 all'età di 82 anni. 
Il Museo, oltre all’l’esposizione dei pupi, ospita anche il “teatrino” originale di Don Ignazio Puglisi.
  Indirizzo: via Resistenza , 14 - 96010, Sortino (SR), Sicilia - Italia
Visite guidate previo appuntamento CELL. 3338921182